
Il duomo di Amalfi è una delle principali attrattive del luogo.
Raggiungendo il centro della città dalla piazzetta dei dogi oppure attraverso “Porta Marina”, ci si trova davanti a questo maestoso complesso incastrato perfettamente nella piazza omonima.
Un po’ di storia della chiesa più importante di Amalfi


La facciata della cattedrale di Amalfi che vediamo oggi non è quella originale. Purtroppo fu parzialmente danneggiata dal forte vento che nel 1861, fece cadere un tratto del coronamento della facciata sfondando due volte del sottostante atrio. Fu riedificata alla fine del XIX secolo in stile neomoresco, con la parte superiore caratterizzata da un bellissimo mosaico realizzato nello stesso periodo raffigurante al centro Cristo Benedicente in trono, ai lati i simboli degli evangelisti e più in basso i 12 apostoli.
In cima ai 62 scalini, potrete ammirare una delle tre porte di bronzo più antiche dell’Italia meridionale insieme a quella del duomo di Salerno e di Monreale, realizzate tutte nel XI secolo nelle officine di Costantinopoli. Proseguendo in fondo a sinistra, troverete l’entrata del complesso della cattedrale. Pagando a somma di €3.00 potrete accedere alla visita del Chiostro del Paradiso, della Basilica del Crocifisso, della cripta e dell’interno della chiesa.
Il Chiostro del Paradiso è un piccolo pezzo di Arabia ad Amalfi. È stato realizzato tra il 1266 e il 1268 dall’arcivescovo Filippo Augustariccio come cimitero per i cittadini più illustri. All’intero potrete ammirare alcuni sarcofagi di epoca romana e diverse cappelle affrescate da artisti di scuola giottesca come la bellissima “Cappella della Crocifissione” realizzata da Roberto D’Oderisio. Abbandonato dagli inizi del XVII secolo, fu iniziato un suo restauro nel 1908 realizzando anche al centro del chiostro, un elegante giardinetto con palme.


La Basilica del Crocifisso, risalente al IX secolo, è stato il nucleo originale del complesso. Nel XVI secolo fu totalmente ricoperta da una veste barocca per poi essere rispogliata nel corso dei sessanta anni di lavori di restauro iniziati nel 1931. Dal 1996 fu istituito il Museo Diocesano e uno dei suoi prezzi più pregiati è sicuramente la “Mitra Angioina”, una tra le più preziose e antiche d’Europa con le sue 19330 perline.
Dal museo, si scende giù nella Cripta di S. Andrea, dedicata al santo patrono della città. Fu realizzata nel 1203 per volere di Pietro Capuano che nel 1208 portò da Constantinopoli le spoglie del santo seppellite al centro della cripta. Intorno alla tomba nel XVI secolo fu realizzato un ricco altare con una statua bronzea del santo scolpita da Michelangelo Naccherino (allievo del più famoso Buonarroti) e due statue in marmo di S. Stefano e S. Lorenzo realizzate da Pietro Bernini. Tra gli affreschi del XVII secolo che decorano la cripta, il più simbolico e importante è sicuramente quello che celebra l’arrivo del corpo di S. Andrea ad Amalfi.
Infine, si risale per visitare la chiesa al suo interno. Rimaneggiata in stile barocco, è divisa in 3 navate coperte da un soffitto a cassettoni. Sull’altare maggiore si trova una grande tela raffigurante “La Crocifissione di Sant’Andrea Apostolo”, copia da Mattia Preti realizzata probabilmente da un artista locale.
Prima di lasciare il complesso, da notare la bellissima croce in madreperla portata da Gerusalemme da marinai amalfitani.


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