Da antro maledetto, a fortuna dell’isola

Il 17 agosto del 1826 è stato l’inizio della fortuna turistica delll’ isola di Capri. Dopo la riscoperta della grotta, fortemente voluta dall’albergatore caprese Pagano, che si spinse all’interno dell’antro da secoli abbandonato perchè abitato dal demonio, secondo gli isolani. Fu accompagnato da un marinaio caprese, un pittore tedesco e un poeta prussiano.
Ninfeo privato di Tiberio
La grotta aveva iniziato ad incantare con la sua bellezza ben prima dell’800. L’imperatore Tiberio ne fece sua proprietà, trasformandola in ninfeo marino, decorato con statue. Queste ultime sono state recuperate negli anni 60 del novecento, e sono esposte nel museo della Casa Rossa di Anacapri. Dopo il tramonto dell’Impero romano, la Grotta fu condannata ad un lungo ed inesorabile declino.
Grotta azzurra di Capri: Perché l’acqua è blu?

La grotta è lunga 60 metri, larga 25, profonda dai 22 ai 14 metri e la volta ha un’altezza media che va dai 7 ai 14 metri. Il colore dell’acqua deriva dalla rifrazione della luce solare esterna. Da un ingresso oggi sommerso, molto più grande di quello da cui si accede ai nostri giorni, si riflettono i raggi del sole che creano questo luminoso spettacolo.
Grotta azzurra: Come visitarla?
Esistono due possibilità per arrivare all’esterno della magica grotta. Imbarcarsi da Marina Grande con piccole barche di compagnie locali oppure arrivare in zona grotta via terra, con bus o taxi da Anacapri. Successivamente si continua la visita con la caratteristiche barche a remi dei “battellieri” capresi, che vi accompagneranno alla scoperta di questa meraviglia campana.

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